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sabato 30 agosto 2014

Le due sedie vuote di Venezia 71

Mostra del Cinema, due sedie vuote riservate... © Luca Ferrari
La 71° Mostra del Cinema lancia un messaggio di sostegno alla regista iraniana Mahnaz Mohammadi e il collega ucraino Oleg Sentsov, entrambi incarcerati.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Prima ancora dei film e del glamour, la Biennale di Venezia e la Mostra del Cinema sono scese in campo per la libertà di espressione. Nella conferenza stampa inaugurale le prime parole del direttore artistico Alberto Barbera sono state rivolte a Oleg Sentsov e Mahnaz Mohammadi. Nella giuria internazionale dei film in concorso (Venezia 71) sono state lasciate simbolicamente due sedie vuote per sancire la solidarietà verso la regista iraniana e il collega ucraino, ingiustamente incarcerati, sperando che l’eco veneziano possa contribuire ad aprire la porta della cella di entrambi.

Mahnaz, iraniana classe ’77. Oleg, ucraino classe ’76. Luca, italiano classe ’76. Io mi trovo al Lido di Venezia. Posso criticare anche amaramente il mio Governo così come scendere in piazza senza conseguenze estreme. Per i miei suddetti coetanei non è lo stesso. Attualmente si trovano in carcere. Lei nel tristemente noto Evin, lui a Mosca in attesa di processo.

press pass
Non ho la presunzione né il sogno che queste parole possano cambiare il loro destino, ma se non altro mi prendo la briga di dire due parole sull’argomento visto che in fatto di cinema e diritti umani “ne so qualcosa”. Quando uno staterello è talmente tracotante da imbavagliare i propri artisti significa che è un debole. Si comporta come un bambino capriccioso che non accetta di sentirsi dire di no, con la differenza che mentre il piccolo al massimo piange, lui fa piangere. Imprigionando. Torturando. Riducendo al silenzio.

La situazione è assai complessa ed è difficile immaginare tempi brevi per il rilascio di entrambi. Il 7 giugno scorso Mahnaz, attrice e documentarista dei celebri Without Shadows e Travelogue, è stata arrestata dalle autorità locali per la quarta volta in sette anni con l’accusa di aver messo in pericolo la sicurezza nazionale e propaganda contro il governo iraniano, quindi condannata a cinque anni di prigione, già aumentati a sette. La Film Directors’ Guilde francese (SRF) ha promosso una petizione firmata da centinaia di registi da tutto il mondo inclusi Asghar Farhadi, Xavier Dolan, il Leone d'oro alla carriera 2013 William Friedkin e Céline Sciamma, oltre a molti festival e associazioni di cinema.

Autore dei corti A Perfect Day for Bananafish, The Horn of a Bull e del lungometraggio Gaamer, Sentsov, contrario all’annessione della Crimea da parte della Russia, è stato arrestato lo scorso 11 maggio dai Servizi Segreti di Mosca con l’accusa di atti terroristici . Il regista è stato portato nella capitale russa dove rischia una pena fino a vent’anni di detenzione. Nonostante un appello promosso dalla European Film Academy firmato da 20 registi tra cui Pedro Almodovar, Ken Loach, Mike Leigh e il due volte premio Osca, Roberto Benigni, gli è stato negato il rilascio su cauzione e rimarrà in prigione fino a ottobre, quando si terrà il processo.

Mostra del Cinema, ha inizio una proiezione © Luca Ferrari

giovedì 28 agosto 2014

CineCocktail con Pierfrancesco Favino

l'attore romano Pierfrancesco Favino
Sbarcato alla 71° Mostra del Cinema di Venezia per l'anteprima di Senza nessuna pietà, Pierfrancesco Favino è il primo ospite degli incontri di CineCocktail.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

La prima caratteristica di un grande attore dovrebbe essere la versatilità nel ricalcare il maggior numero di ruoli possibili. A dispetto di performance eccezionali, molti grandi della settima arte hanno difettato sotto questo aspetto. Lui no. Pierfrancesco Favino, romano classe '69, può vantare una già ricca carriera densa delle interpretazioni più diversificate.

È stato l'apparente pacato borghese Marco nel doppio “bacio” Mucciniano. Ha incarnato piani ed efferatezza nel Piero Proietti, meglio noto come Il Libanese in Romanzo Criminale (2005, di Michele Placido). Nello stesso anno ha dato tragica intensità all'anarchico Giuseppe Pinelli in Romanzo di una strage (2012, di Marco Tullio Giordana), indossando poi la divisa del celerino Cobra di ACAB – All Cops Are Bastards (2012, di Stefano Sollima).

Da produzioni nostrane a film di portata mondiale. È stato Cristoforo Colombo nella mega-produzione hollywoodiana Una notte al museo 2 – La fuga (2009, di Shawn Lewy). Ha recitato insieme a Brad Pitt in World War Z (2013, di Marc Forster). È  stato diretto due volte dal premio Oscar Ron Howard, prima al fianco di Tom Hanks in Angeli e Demoni (2009), poi nell'adrenalinico Rush (2013), nei panni dell'automobilista italiano Clay Ragazzoni con Daniel Brühl/Niki Lauda e Chris Hemsworth/James Hunt.

Sbarcato in laguna nella doppia veste di attore e produttore per Senza nessuna pietà (sez. Orizzonti) per la regia dell'esordiente Michele Alhaique, l'attore italiano sarà dunque il protagonista del primo appuntamento dei CineCocktail® – Incontri ravvicinati del miglior tipo: cinema, cocktail e chiacchiere in libertà, condotto come sempre dalla giornalista e scrittrice Claudia Catalli.

Realizzato in collaborazione con Parrini gioielli e con la mediapartnership di CineCittà News e Fred Film Radio, l'incontro con Favino si terrà domenica 31 agosto alle h. 18 presso lo Spazio Luce Cinecittà dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Motori, ciak... CineCocktail!

Senza nessuna pietà - (a sx) Piefrancesco Favino
Rush - Clay Ragazzoni (Piefrancesco Favino)
Angeli e Demoni - il comandante Ernesto Olivetti (Piefrancesco Favino)
Romanzo di una strage - Giuseppe Pinelli (Piefrancesco Favino)
parla con il commissario di polizia Luigi Calabresi (Valerio Mastrandrea)

mercoledì 27 agosto 2014

Paperon de’ Paperoni alla conquista del Leone d’Oro

Paperino, Paperone, Gastone e Paperoga alla Mostra del Cinema © Disney
Nel lontano 1986 sulle pagine del fumetto Topolino sbarcò la storia del film Vita da Paperi, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia.

di Luca Ferrari

Palazzo del Cinema (Lido di Venezia). Paperon de’ Paperoni è in sala stampa per presentare il film Vita da Paperi con protagonisti Gastone e Paperino. Fantasia mescolata alla realtà. È la storia Zio Paperone alla conquista del Leone d’Oro, scritta e disegnata dal fumettista veneziano Giorgio Cavazzano e pubblicata per la Walt Disney sul settimanale Topolino il 31 agosto 1986, un giorno dopo l’inizio della 43° edizione della festival.

La vicenda narrata da Cavazzano inizia fuori da un cinema di Paperopoli con Paperino, lo zio miliardario e i tre nipotini Qui, Quo e Qua. Paperone non sembra troppo entusiasta del mondo del grande schermo ma è sufficiente che vengano pronunciate le parole “Leone d’Oro”, ed ecco che l'iniziale indifferenza muti in bramosia d'ulteriore ricchezza. E a dispetto delle presunte difficoltà di girare un film, la replica dell’inarrestabile De’ Paperoni è inequivocabile: “…difficile come scavare a mani nude nel Klondike?”.

Tornato nel suo amato deposito prende carta, penna e francobollo (a tariffa ridotta) per contattare direttamente l’allora direttore della Mostra, Gian Luigi Rondi (1971-72, 1983-86), ribattezzato per l’occasione Gian Luigi Tondi

Esaminata e accettata la proposta, il noto critico cinematografico dai gusti un po’ antichi si congeda con questa epica frase: “E ora per rilassarmi mi gusterò un bel film cecoslovacco con sottotitolo in eschimese. Peccato che duri solo sette ore!”.

Per fare un film ci vuole un regista. Viene contattato l’affermato Stiven Stillberg, già passato quest’ultimo (dicasi Steven Spielberg) sotto le trasformazioni disneyane in un’altra indimenticabile storia, Paperinik divo del cinema (29 aprile 1984), dove Paperone affidava a Luke Splitberg le redini del suo kolossal.

La cifra richiesta però crea un infarto al magnate con il buon Stiven che dinnanzi allo svenimento domanda incredulo: “Che strani rumori. Credete sia umano?”. A sedere dietro la telecamera allora, passa Paperone stesso,  nel nome della super economia ovviamente e vengono arruolati come attori tutti i familiari. Immancabili battibecchi tra Paperino e il fortunello Gastone, e l'aiutante tuttofare di Nonna Papera, Ciccio, che in coppia con Paperoga fanno a gara a chi ne combina di più.

Arriva finalmente il gran giorno. Ad accogliere gli ospiti internazionali all’aeroporto di Venezia c'è Tondi in persona. Gastone non fa tempo a salire sul taxi acuqatico che trova subito centomila lire per terra. Ma si dovrà accontentare di questa botta di fortuna senza poterla valorizzare al Casinò del Lido, chiuso per l’occasione per “legittima difesa”.

La parodia disneyana prosegue con l’incontro della banda dei Paperi con altre celebrità, a cominciare dal regista Felini, regista di Botto e mezzo, a cui De’ Paperoni promette un biglietto a metà prezzo mentre si perde nella visione del Leone d’Oro, commentando con un eloquente: “Che animale magnifico! Peccato che non viva allo stato libero!”. 

Sul red carper intanto sfila Clint Ovestwood con la sua mascotte (un cavallo), quindi sommersa da telefoni si vede Federica Buoniaccordi (la conduttrice televisiva Enrica Bonaccorti) e sulla spiaggia dell’Excelsior Paperino e Gastone vengono travolti dai fan a caccia di autografi dei divi Adriano Cementano e Carlo Verdino.
È la sera della prima in Sala Grande. Paperone saluta il pubblico che risponde entusiasta. Inizia la proiezione. Come andrà a finire? Sss, silenzio in sala....

Zio Paperone alla conquista del Leone d'Oro - il direttore Gian Luigi Tondi (Rondi) © Disney
Zio Paperone alla conquista del Leone d'Oro - Paperoga, De' Paperoni e Gian Luigi Tondi © Disney
Zio Paperone alla conquista del Leone d'Oro - La prima di Vita da Paperi
(da sx) Paperoga, Gastone, Paperino, Paperone Gian Luigi Rondi © Disney
Zio Paperone alla conquista del Leone d'Oro -  La prima di Vita da Paperi © Disney

mercoledì 13 agosto 2014

Pa-ra-da, il cinema racconta Miloud Oukili

Lido di Venezia, Mostra del Cinema - Miloud Oukili © Biennale foto Asac
Il primo grande ricordo alla Mostra del Cinema non si scorda mai. Il mio ha come protagonista il clown Miloud Oukili e il film Pa-ra-da

Era l'anno di George Clooney e Brad Pitt. Insieme, diretti dai fratelli Cohen in Burn After Reading. Per il sottoscritto, al debutto come inviato giornalistico alla Mostra del Cinema di Venezia, il primo grande ricordo non aveva i sorrisi bonaccioni delle due superstar ma il viso truccato e le bolle di sapone di Miloud Oukili, il clown “umanitario” la cui storia venne raccontata dal regista Marco Pontecorvo in Pa-ra-da (2008).

Un articolo di un vecchissimo inserto di Repubblica del 2001 ancora conservato in una delle mie tante agende, poi qualche aggiornamento online. Un'intervista a una volontaria dell'associazione Parada Italia e quindi l'inaspettato. Ero alla mia prima volta come inviato alla Mostra del Cinema e stavo ancora prendendo le misure al Festival quando sotto le mani mi trovai il programma giornaliero di proiezioni e soprattutto conferenze stampa. Tra i presenti del film Pa-ra-da ci sarebbe stato anche lui, Miloud Oukili.

La sua è una di quelle storie che ti fanno venire voglia di avere ancora fiducia nel mondo. In viaggio nella capitale rumena, Miloud, un artista franco-algerino, venne alla scoperta delle drammatiche condizioni di moltissimi bambini nei bassifondi di Bucarest. Non li abbandonò. Decise di rimanere, fondando una compagnia circense e regalando loro un'opportunità per una vita migliore.

“il tempo di andare fuori e dovrò subito fare i conti con la luce schiacciata sulle statue di cemento/... faccio quello che ho fatto per non lasciare a nessuno una ragione per non andare  avanti/ …c’è qualcuno che crede in te, più di uno vicino a me non lo ha ancora capito/... Il sogno di una piccola ragazza clown è di essere una buona madre e avere una propria casa…” l.f

È giovedì 28 agosto, secondo giorno della 65°Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Per la sezione Orizzonti viene presentato Pa-ra-da, un co-produzione italo-franco-rumena. Sono molto emozionato. È da più di sette anni che seguivo già il lavoro di Oukili. Finalmente entra. Ovviamente lui è truccato come un clown. Ha la cravatta multicolore. Quando viene presentato si alza facendo tante bolle di sapone.

Miloud scherza e parla di chi lo interpreta nel film, il francese Jalil Lespert. Dice che è un ottimo attore, anche se non è bravissimo col motociclo. Gli promette comunque un’escursione in sella a Parigi. Non riesco a chiedergli nulla. Riesco a solo a vedere un uomo che si comporta da essere umano.

La giornata prosegue tra incontri istituzionali, sbarchi illustri e nuove passerelle. I miei pensieri però sono tutti per loro. Quei bambini e ragazzi cui Miloud si è affacciato. Li ha ascoltati. È rimasto insieme a loro. Vivendo la loro realtà e portandoli nella propria, perché la magia di un gesto potesse dare il via a un'epoca più gioiosa delle loro esistenze. Miloud Oukili, l'uomo che usò l'arte della risata per venire in soccorso di chi non aveva nessuno.

Pa-ra-da (2008, di Marco Pontecorvo)

Pa-ra-da - Miloud Oukili (Jalil Lespert)
Pa-ra-da (2008, di Marco Pontecorvo)
Pa-ra-da (2008, di Marco Pontecorvo)
Pa-ra-da (2008, di Marco Pontecorvo)
Il cast di Pa-ra-da: (da sx) Jalil Lespert, il regista Marco Pontecorvo, Evita Ciri
e il piccolo Gabriel Rauta © Biennale foto ASAC

domenica 3 agosto 2014

Hakuna matata, pura ispirazione

Il re leone - (da sx) Pumbaa, Timon e Simba
Il re leone ispira, la poesia risponde. Hakuna matata vuol dire “senza pensieri” spiegano i simpatici Timon e Pumbaa al piccolo Simba. È ora di alzarsi.

di Luca Ferrari

Il cinema non è solo un grande spettacolo per intrattenere il pubblico. Il cinema non è solo denuncia. Il cinema non è solo arte. Il cinema per il sottoscritto è sempre e solo stata ispirazione. Quella stessa che non può non scendere in campo quando qualcuno è in difficoltà. Non sono troppo bravo con le canzoncine disneyane perciò ricorrerò ai miei motti. Un momento, ma che cos'é un motto? È un motto col botto! Ah ah ah...

gli inizi servono
per chi si vuol far beffe della fine
e l'ottimismo
non è certo un quadro fatto
di freccette e semplici
parole dentro cui ingigantire
estenuanti promesse

le direzioni giocano con le proprie regole
mentre noi seguiamo esempi
provando a fare dei nostri passi
un costante trofeo di sguardi

Simba è un po' frastornato dal logorroico suricato Timon e il facocero Pumba. A parte qualche iniziale resistenza, non resta che farsi trascinare nella contagiosa allegria. Anche dinnanzi a piatti poco prelibati, "viscido ma saporito". E tutti allora a cantare.

Vorrei poterti dire la dove la vita ti porterà... Vorrei poterti confermare tutto quello che hai già immaginato... Vorrei che le favole che un giorno racconterai nascessero dalla tua realtà... Vorrei poterti confermare che per ogni stella che cadrà, almeno una lettera del tuo nome si potrà dissolvere fino a ricongiungersi con te

Mi sono preso la libertà di andare oltre le mie stesse mani... Mi sono tolto da sotto il cielo e ho fatto si che qualcosa di realmente terreno si tramandasse con la sola oralità del proprio pensiero... nella solitudine di un doloroso momento ci sono le future ali del proprio e più splendente futuro

 
Hakuna matata, dal film animato Il re leone

Il re leone - (da sx) Pumbaa, Simba e Timon